Eccepire la Prescrizione

La prescrizione è disciplinata, nel nostro ordinamento giuridico, dall’articolo 2934 del codice civile che stabilisce: “Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge. Non sono soggetti alla prescrizione i diritti indisponibili e gli altri diritti indicati dalla legge.”
La ratio dell’istituto giuridico della prescrizione è chiara: se il titolare di un diritto omette di esercitarlo per un determinato periodo di tempo, dimostra in maniera implicita di non avere alcun interesse a fare uso di quel diritto.
Non tutti i diritti, comunque, sono soggetti alla prescrizione. Sono infatti esclusi tutti i diritti indisponibili, il diritto di proprietà, l’azione volta a far dichiarare a nullità di negozi giuridici e le azioni in materia familiare.

Quando si può eccepire la prescrizione: i termini stabiliti dalla Legge

Il primo fondamentale passo per eccepire la prescrizione è verificare il decorso dei termini stabiliti dalla Legge. Il Legislatore italiano ha infatti specificamente previsto termini di prescrizione ordinari e brevi, a seconda della tipologia di diritto coinvolto. In particolare:
– sono soggetti alla prescrizione di venti anni i diritti reali su cosa altrui;
– si prescrivono in cinque anni (la cosiddetta “prescrizione breve”) il diritto derivante da fatto illecito;
– si prescrive in due anni il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito se esso è causato dalla circolazione di veicoli natanti;
– si prescrivono in cinque anni: i pigioni delle case e tutti corrispettivi delle locazioni; gli interessi e tutto quello che va pagato periodicamente ad anno nonchè l’indennità spettante dalla cessazione del rapporto di lavoro che gli altri casi previsti dall’articolo 2948 c.c.;
– si prescrivono in cinque anni: i diritti che derivano da rapporti sociali (art. 2949 c.c.);
– si prescrivono in due anni: i diritti che può esercitare l’assicurato nei confronti dell’assicurazione e quelli che derivano dal contratto di riassicurazione (art. 2952 come modificato ex l. n. 166\2008);
– infine, si prescrivono in un anno: i diritti derivanti dal contratto di assicurazione per i premi dovuti all’assicuratore (art. 2952 c.c.) nonché i diritti del mediatore e quelli derivanti dal contratto di spedizione trasporto (artt. 2950 e 2951 c.c.)

L’eccezione di prescrizione e la non rilevabilità d’ufficio

Una volta calcolato il decorso dei suindicati termini di prescrizione stabiliti dalla Legge, è importante ricordare che la prescrizione stessa non può essere rilevata d’ufficio dal Giudice. A stabilirlo è l’articolo 2938 del codice civile che stabilisce che la prescrizione deve essere eccepire dalla parte a favore della quale essa è maturata. Questo è il dettato normativo: “La prescrizione non opera automaticamente ma deve essere eccepita dalla parte che vi abbia interesse, sempre in forza del generale principio secondo cui è rimesso alla volontà dell’interessato l’avvalersi o meno del fatto prescrizionale già compiuto.”

In caso di inerzia del titolare dell’interesse a far valere la prescrizione, l’articolo articolo 2939 del codice civile, stabilisce che possono sollevare la relativa eccezione anche i creditori e da chiunque vi abbia interesse.

Ma come si eccepisce la prescrizione?

Ebbene, la Legge non richiede particolari formule sacramentali per sollevare l’eccezione di prescrizione. Quel che è importante, infatti, è che la volontà di eccepire la prescrizione risulti da espressioni di significato inequivocabile e chiaro.
In particolare, una volta verificata la sussistenza dei presupposti per sollevare l’eccezione di prescrizione, sarà bene formalizzare tale volontà in forma scritta, magari con una lettera di messa in mora oppure con una diffida. All’uopo si dovrà utilizzare un linguaggio formale e sottolineare il decorso del tempo legale necessario per la prescrizione del diritto.

Come eccepire la prescrizione di una cartella esattoriale
Abbiamo appena visto quali sono i termini previsti dal legislatore per la prescrizione dei diritti e abbiamo sottolineato le modalità per sollevare l’eccezione stessa. Ma nello specifico, cosa può fare il contribuente quando riceve una cartella esattoriale con cui l’agente riscossore richiede il pagamento di un tributo oppure di una sanzione amministrativa che si è prescritta? Ebbene, in questo caso il contribuente potrà sollevare la questione eccependo la prescrizione del relativo diritto dinanzi al Giudice.

L’eccezione di prescrizione sollevata nella comparsa di costituzione e risposta
La prescrizione, come prima evidenziato, non può essere rilevata d’ufficio dal Giudice ma deve essere sollevata dalla parte che ne ha interesse. Tale eccezione viene infatti definita “di parte” in ambito processale.

E’ bene allora evidenziare che, il convenuto chiamato in giudizio dall’attore per l’adempimento di una obbligazione caduta in prescrizione, avrà l’onere di costituirsi nel giudizio e di sollevate l’eccezione di prescrizione nella comparsa di costituzione e risposta.
Stabilisce, infatti, l’articolo 167 c.p.c. che: “Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall’attore a fondamento della domanda , indicare le proprie generalità (…).
A pena di decadenza deve proporre le eventuali
domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio”

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