Prescrizione di un reato

La prescrizione è un istituto giuridico che determina l’estinzione del reato (o della pena) nel caso in cui sia trascorso un determinato periodo di tempo stabilito dalla legge. La funzione e la ratio della prescrizione è chiara: lo Stato non ha più interesse a punire la commissione di un determinato reato dopo che sia trascorso un periodo di tempo senza che sia stata emanata una sentenza definitiva di condanna o di assoluzione. La prescrizione assolve ad una funzione ben precisa ovvero quella di definire e porre termine ad una situazione di incertezza – che si protrae per un periodo di tempo stabilito dalla legge –  connessa all’accertamento giudiziale del reato e alla responsabilità del presunto reo.

L’ordinamento, infatti, non può “tollerare” tale situazione di incertezza anche nel rispetto e nella tutela dei diritti del presunto reo che, in assenza di prescrizione, ben potrebbe essere perseguito a tempo indeterminato. E’ per realizzare questa funzione e queste esigenze che il Legislatore ha previsto l’istituto della prescrizione che mette un “punto fermo definitivo” alla pretesa punitiva dello Stato.
I costi sociali connessi ad un accertamento giudiziale privo di “paletti” e limiti temporali sono ritenuti dal Legislatore maggiori rispetto alla mancata individuazione e punizione del presunto colpevole.
Ovviamente la prescrizione non riguarda tutti i reati: quelli più gravi (per i quali è prevista la pena dell’ergastolo) non cadono in prescrizione.

Tempi di prescrizione: come si calcola la prescrizione di un reato

La legge prevede, come regola generale, che più il reato è grave (ovvero più è alta la pena connessa al reato) e maggiore sarà il tempo che dovrà intercorrere perché maturi la prescrizione.

I tempi della prescrizione, inoltre, dipendono sempre dalla pena prevista per il reato. Come prima anticipato, i reati per i quali è prevista la pena dell’ergastolo, non potranno mai cadere in prescrizione.


In linea generale:

– il tempo della prescrizione corrisponde a quello della pena edittale massima stabilita dalla legge. Nel calcolo non si tiene conto dell’aumento o della diminuzione della pena in seguito all’applicazione delle circostanze, eccetto le aggravanti “ad effetto speciale”.
Si tratta, comunque, di un periodo di tempo non inferiori ai sei anni in caso di delitto punito con ammenda o reclusione e non inferiori a quattro anni in caso di contravvenzione punita con l’arresto, la multa o l’applicazione della sola pena pecuniaria.

In definitiva, il tempo minimo per la prescrizione di un reato è di sei anni dalla sua commissione sempre a patto che non intervengano atti sospensivi oppure interruttivi della prescrizione stessa.

I termini per la prescrizione: quando cominciano a decorrere?
Per individuare l’inizio della decorrenza dei termini di prescrizione, è necessario  stabilire di che tipo di reato si tratta.
In particolare:

– prescrizione del reato consumato (ovvero quel reato che si è realizzato in tutto e per tutto, nella sua completezza): inizia a decorrere dal giorno della sua consumazione;
prescrizione del reato tentato: inizia a decorrere dal momento in cui cessa l’ultimo atto qualificabile come “tentativo” messo in atto dal soggetto agente;
prescrizione del reato permanente  (ovvero quel particolare reato che si realizza in un lasso di tempo apprezzabile come, ad esempio, i maltrattamenti in famiglia che sono caratterizzati da più condotte e più episodi ripetuti nel tempo): inizia a decorrere dal giorno in cui si interrompe la permanenza. Ciò vuol dire quando si verifica oppure si esaurisce l’ultimo atto della serie che integra il reato permanente;

prescrizione dei reati procedibili a querela: decorre dalla commissione del reato e non – come erroneamente si ritiene – dal momento del deposito della querela.

Prescrizione del reato: come funziona la sospensione dei termini

Il decorso dei termini di prescrizione appena descritti viene sospeso in presenza di determinate condizioni. I termini restano sospesi per poi iniziare di nuovo a decorrere nel momento in cui le cause di sospensione vengono meno.
Quali sono le cause sospensive della prescrizione?
Innanzitutto, i termini sono sospesi in tutti quei casi in cui una disposizione di legge prevede la sospensione del procedimento. Ciò può accadere sia durante la fase delle indagini preliminari sia durante il processo (ad esempio nella celebrazione del processo con i riti alternativi oppure durante la fase dibattimentale) o nel caso di sospensione dei termini di custodia cautelare.
I termini di prescrizione sono sospesi nel caso di autorizzazione a procedere nel momento in cui subentri la richiesta del Pubblico Ministero volta ad ottenere l’autorizzazione.
Sono altresì sospesi nel caso in cui l’accertamento del reato venga deferita ad altro giudizio. Ancora, i termini di prescrizione sono sospesi in caso di impedimento dell’imputato che ha diritto ad essere presente durante il processo oppure dei suoi difensori.

Prescrizione del reato: come funziona l’interruzione dei termini

L’interruzione dei termini determina l’annullamento del periodo di tempo già trascorso. In questo caso la prescrizione ricomincerà a decorrere da capo nel momento in cui si esaurisce il fatto, l’atto o il provvedimento che ha causato l’interruzione.

Il codice penale prevede un lungo elenco di eventi che determinano l’interruzione della sospensione. L’art. 160 del codice penale stabilisce che determinano l’interruzione della prescrizione, tra gli altri, i seguenti atti, fatti o provvedimenti:

– l’ordinanza emessa in applicazione delle misure cautelari personali;
– la sentenza di condanna oppure il decreto penale di condanna;
– l’interrogatorio;

– la richiesta di rinvio a giudizio;

– l’invito a presentarsi notificato all’interessato;

  • il decreto di fissazione dell’udienza preliminare;
  • la presentazione o la citazione per il giudizio direttissimo;
  • l’ordinanza che dispone il diritto abbreviato;
  • il decreto che dispone il giudizio;
  • il decreto di citazione diretta a giudizio;

Se gli atti interruttivi sono molteplici, la prescrizione ricomincia a decorrere all’ultimo di tali atti.

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