Prescrizione delle Tasse

La prescrizione è un importante strumento giuridico che il nostro ordinamento pone a tutela della certezza del diritto. Disciplinata dall’art. 2934 del codice civile, la prescrizione comporta l’estinzione di un diritto soggettivo che non sia stato esercitato dal titolare nel periodo di tempo indicato dalla legge.
Anche le tasse e le imposte sono soggette a prescrizione. Prima di definire, nel dettaglio, i termini di prescrizione delle più importanti tasse ed imposte, è necessario differenziare i due istituti.

La prescrizione delle tasse: la differenza con le “imposte”

Innanzitutto, bisogna evidenziare la differenza che sussiste tra la definizione di “tassa” e di “imposta”.
In particolare, la “tassa” può essere definita come un tributo che il contribuente è tenuto a versare per “ricevere” la prestazione di un servizio pubblico oppure lo svolgimento di un’attività statale. Tali prestazioni sono caratterizzate dal requisito della “divisibilità” poiché non possono che essere forniti ad un solo ed unico soggetto. Un esempio di tributo è la tassa sui rifiuti o, ancora, la tassa sulle concessioni governative, la tassa scolastica o la tassa che il contribuente versa per l’occupazione di aree pubbliche.
La “tassa” è profondamente diversa dalle “tariffe” che il contribuente versa per godere di servizi come le forniture di gas, l’acqua e l’elettricità oppure il trasporto ferroviario.
Diversa dalla “tassa” è, invece, “l’imposta”. La differenza più importante tra i due strumenti giuridici è la mancanza di corrispettività tipica dell’imposta. Il contribuente che paga l’imposta non gode di controprestazione diversa (tassa sui rifiuti = servizio di raccolta e smaltimento degli stessi). Il fondamento dell’imposta, infatti, deve essere ravvisato nella partecipazione alla comunità nazionale. Un esempio di imposta è quella che paga l’imprenditore nello svolgimento dell’attività produttiva e così via. L’imposta, a seconda dell’evento che ne impone il suo pagamento, può essere diretta, indiretta, personale, reale oppure progressiva o regressiva…

 La prescrizione delle tasse e dei tributi: i termini

In linea di massima, il termine di prescrizione ordinario previsto per la tasse è di 10 anni. Ma, con particolare riferimento alle tasse, è possibile che la Legge fissi ulteriori termini di prescrizione per il loro pagamento. A seguire un elenco dettagliato ed esaustivo dei più importanti termini di prescrizione di tasse e imposte.

Prescrizione delle tasse: i Tributi locali

Il diritto a richiedere il pagamento dei tributi locali si prescrive:
– per gli avvisi di accertamento: in cinque anni dall’anno successivo a quello del pagamento;
– per l’emissione di cartelle esattoriali: nei successivi tre anni.

Prescrizione delle tasse: l’imposta di registro

Il termine di prescrizione per l’imposta di registro coincide con il quinto anno successivo al termine nel quale è stato registrato l’atto. Invece, l’imposta accertata in maniera definitiva, si prescrive nel termine di dieci anni.

La prescrizione della  tassa di proprietà: il bollo auto

Il termine di prescrizione per il pagamento del bollo auto è di tre anni dalla data di scadenza. Tale termine si applica anche nel caso in cui l’automobile sia stata venduta. Si consiglia, comunque, si conservare il documento per 5 anni.

La prescrizione e gli avvisi di accertamento

L’articolo 43 del D.P.R. n. 600/1973 prevede che gli avvisi di accertamento relativi alle imposte sui redditi, debbano essere notificati entro il 31 dicembre del:
quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione;
– (nei casi di nullità o di omessa presentazione della dichiarazione) quinto anno successivo a quello in cui il contribuente avrebbe dovuto presentare la dichiarazione;
Gli stessi termini di prescrizione si applicano agli avvisi di accertamento relativi all’Irap e l’Iva.

La prescrizione delle cartelle di pagamento: i termini

La cartella di pagamento relativa all’Iva e alle imposte sui redditi dovrà essere notificata dall’Agente della Riscossione entro il 31 dicembre del:
terzo anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione: tale termine opera per le attività di liquidazione automatica;
quarto anno successivo a quello in cui il contribuente ha presentato la dichiarazione: questo termine opera per i controlli formali;
secondo anno successivo a quello in cui l’avviso di accertamento è diventato definitivo.

Per le cartelle di pagamento relative alle imposte sui redditi e  l’Iva, il termine di prescrizione è quello ordinario di 10 anni.

Per le cartelle di pagamento aventi ad oggetto i tributi locali, il termine di prescrizione è – secondo un recente orientamento giurisprudenziale – di 5 anni;

Per le cartelle di pagamento relative a sanzioni, la prescrizione è di 5 anni. Infine, per le cartelle aventi ad oggetto somme accertate da sentenze passate in giudicato, il termine di prescrizione è di 10 anni, a prescindere dalla natura degli importi stessi.

La prescrizione delle cartelle Equitalia

Con specifico riferimento alle cartelle di Equitalia aventi ad oggetto un verbale di accertamento di una violazione del codice della strada, si precisa che l’Ente impositore è obbligato a notificare il verbale entro 90 giorni dal giorno della violazione. Se non lo fa, la sanzione si estingue automaticamente, come previsto dall’articolo 14 della legge numero 689 del 1981. Entro cinque anni dalla notifica del verbale di accertamento di violazione del codice della strada, l’Ente Impositore incarica Equitalia della notifica della cartelle che ingiunga il pagamento dell’importo. In questo caso, la cartella di Equitalia va in prescrizione in cinque anni che decorrono dalla data di notifica della cartella stessa se non è stata seguita dalla notifica dell’avviso di mora.
Se, invece, l’avviso di mora è stato regolarmente notificato, la cartella di Equitalia va in prescrizione sempre in cinque anni che decorrono dalla data di notifica del detto avviso.

La prescrizione delle sanzioni tributarie

La sanzione Tributaria comminata al contribuente, si prescrive nel termine di cinque anni, come previsto dall’art. 20 D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.

La prescrizione dei contributi Inps

Come stabilito dall’articolo 3, comma 9, della legge 335 dell’8 agosto 1995, il termine di prescrizione dei contributi Inps è di 10 anni a decorrere dal 1° gennaio 1996. In mancanza di atti interruttivi, il termine di prescrizione è ridotto a cinque anni.

La prescrizione della tassa di Concessione Governativa

Il termine entro il quale l’Amministrazione Finanziaria può richiedere il pagamento è di tre anni che decorrono dal giorno nel quale è stata commessa la violazione.

La prescrizione delle tasse: Tarsu / Tia

Il termine di prescrizione è di 3 anni se è stata presentata la denuncia. Il termine, invece, è di 4 anni se la denuncia non è stata presentata.

La prescrizione delle tasse: IRPEF, IRAP, IVA

Il termine di prescrizione per IRPEF, IRAP e IVA è di 10 anni, non essendo prevista, in merito, nessuna specifica disciplina.

La prescrizione delle tasse: il canone RAI

Il canone RAI si prescrive dopo 10 anni a partire dalla fine di gennaio dell’anno in cui sarebbe dovuto essere corrisposto, come previsto in un recente orientamento espresso dalla Cassazione con sentenza n. 18432/ 2005.

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